Il pagamento dei fornitori condominiali in contanti rappresenta una violazione della normativa italiana e se l’amministratore non segue quanto previsto rischia la revoca.
La legge italiana, in particolare il Decreto Legislativo n. 231 del 2007, stabilisce che i pagamenti effettuati dai condomini per conto del condominio devono essere tracciabili. Questo significa che i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario, assegno o altre modalità che consentano di avere una prova documentale dell’avvenuta transazione. In questo contesto, il pagamento dei fornitori condominiali in contanti rappresenta una violazione di tale normativa.
Inoltre l’articolo 1129 del codice civile, al comma 7, specifica, che l’amministratore deve rendere tacciabile sul conto corrente del condominio ogni azione contabile
In caso di pagamenti condominiali non tracciabili, l’amministratore rischia infatti la revoca.



